
L’arrivo di Nena a Tiburtino Terzo nel 1992 costituì di per sé un fatto culturale rilevante. Non fu solo un trasloco di attrezzi e di statue dallo studio di Via della Pietra Sanguigna a Pietralata che aveva dovuto abbandonare per i lavori della metropolitana e dello SDO. Nena era già un artista affermato e conosciuto nel mondo.
A via del Frantoio, aiutato da suo fratello Giorgio, architetto, e dagli amici ingegneri Abbondanza e De Cesaris, fondò il Centro Culturale Fidia (Associazione tra scultori, ingegneri, architetti). I nuovi e più ampi locali costituirono il volano per la produzione di altri capolavori che trovarono collocazione, insieme con le statue precedenti, nel nuovo museo personale aperto a tutti e specialmente alle scolaresche che potevano avere l’opportunità di sperimentare de visu la nascita di un’opera d’arte.
Cosa è stato ed è oggi il Fidia. Certamente nel 1992 fu il grande valore aggiunto che ha contribuito ad accrescere il capitale di valori umani e culturali della comunità di Tiburtino Terzo nata ottant’anni fa in pieno fascismo.
In un contesto siffatto il Centro Fidia non si fermò ad essere lo Studio-laboratorio di un grande scultore. Fin dall’inizio è voluto essere un polo di aggregazione culturale e coesione sociale, di produzione di idee, arte e cultura. Il copioso numero di concerti di musica classica, di conferenze, di presentazione di libri ad ingresso sempre libero e gratuito non è stato vano ed ha portato centinaia di persone nel nuovo contesto a comprenderne cultura e territorio. Ogni concerto poi veniva relazionato con le organizzazioni della società civile (associazioni, fondazioni, Ong, comitati), con la dedica e l’invito alle associazioni virtuose operanti nel territorio.
Forse, al di là dei meriti dello scultore Nena, l’idea vincente dei soci fondatori è stata l’istituzione del “Premio Fidia” con borse di studio da conferire esclusivamente ai ragazzi degli Istituti d’arte, dei Licei artistici o degli Istituti superiori di Roma. Intere comunità scolastiche, al termine di un anno di studi, sono convenute in questo angolo di Roma con i loro familiari per assistere alla cerimonia di premiazione e per vedere le mostre dei lavori nel segno della gioia e dell’arte. Non più al centro della città come scrigno di opere d’arte ma in periferia, a Tiburtino Terzo.

Il Centro Fidia divenne anche, in armonia con le molte tematiche delle sculture di Nena, Centro di informazione e documentazione sui Diritti Umani per l’area Tiburtina con importanti iniziative.
E proprio con E.I.P. Italia Associazione Scuola Strumento di Pace, sezione italiana dell’Associazione Mondiale E.I.P. – École Instrument de Paix, Organizzazione Non Governativa riconosciuta dall’UNESCO e dal Consiglio d’Europa con statuto consultivo presso l’ONU, si è consolidata nel tempo la più bella collaborazione con l’istituzione del Premio “EIP-Fidia: rappresenta un Diritto Umano” riservato agli studenti dei Licei artistici e Istituti d’arte non soltanto più di Roma ma di tutta Italia con una borsa di studio elargita annualmente dallo stesso scultore Nena. Grazie alla Presidente Prof. Anna Paola Tantucci l’iniziativa continua il suo corso da ormai una ventina d’anni e il premio viene assegnato nelle sale più prestigiose della Capitale come la Sala dello stenditoio del S. Michele al Ministero dei Beni Culturali o la Sala delle conferenze della Biblioteca Nazionale o l’Aula Magna della Lumsa. Proprio con l’inserimento nel Concorso annuale di questa ONG è stato possibile dare continuità e maggior rilevanza al Premio Fidia che ha cessato di essere solo romano ed è assurto a rilevanza nazionale.

Oggi, dopo le vicissitudini coincise con la morte dello scultore a Ottobre 2020 e lo sgombro forzato dei locali è stato necessario, da parte degli eredi, traslocare in tutta fretta tutte le statue dal laboratorio di Via del Frantoio in un locale di Via Edoardo D’Onofrio a Colli Aniene. Qui è sorto il Centro culturale “Nuovo Fidia e Museo Alfiero Nena” dove le splendide opere dello scultore rivivono in armonia. Non solo; con l’acquisto di un pianoforte a coda il Museo è diventato anche sala di concerti, conferenze, presentazioni di libri, proiezioni di film sullo scultore, luogo di poesia. Tutto come prima e con rinnovato entusiasmo. Un energico e rilevante polo culturale che si è solo spostato ad un tiro di schioppo da dove felicemente era nato trent’anni fa. Il segreto sta certamente nelle opere di Nena che qui continuano ad illuminare l’arte italiana contemporanea ma anche nelle forze nuove che si sono venute ad aggiungere agli eredi con gli amatissimi nipoti che hanno intenzione di non far cadere la figura del grande artista nell’oblio.

Il Centro Fidia e Museo Nena è aperto al pubblico, alle scolaresche, ai gruppi organizzati e non, previa una semplice telefonata per appuntamento.